
Continuo fino ad arrivare al piazzale del Possuolo dove intravedo qualche macchina e delle persone. Nei pressi di questo posto sorgeva fin dal 1208 l'Hospitale di Pozzuolo per alloggiare i pellegrini di passaggio. La "macchina organizzativa" non si è lasciata intimorire dal maltempo e di buon mattino ha già messo in campo i suoi uomini e mezzi migliori. Giusto il tempo di vedere e salutare Michele, che un richiamo lo fa scomparire nella nebbia.
Nella piccola costruzione di ardesia e legno i volontari hanno già preparato un bel tavolo

pronto ad accogliere i primi atleti.

Il sentiero è ben segnalato ma la nebbia è sempre fitta

Gli atleti arrivano quindi al passaggio davanti alla cappelletta di Case Becco (720 m) dove un tempo c'era un'osteria per i viandanti di passaggio tra la Val Trebbia, la Val Bisagno e la Val Fontanabuona. Antiche storie di un presunto omicidio aleggiano in questo luogo chiamato per lungo tempo Pian del Carnefice poi trasformato per ovvi motivi in Pian Carnese. Questa zona era un tempo un fiorente luogo di allevamento ovino come testimoniano le varie "caselle" tipiche costruzioni in pietra per i pastori distribuite nella zona. Alcuni ruderi sono in fase di recupero per una fruizione pubblica estiva. Oggi avrebbero potuto già esserci diverse belle fioriture tipiche ma la stagione primaverile è in ritardo.



e molti sembrano, nonostante il maltempo, allegri e contenti


qualcun'altro è perplesso: aspetta un amico o sta pensando "Uhm... non so se il caso di continuare..."

non sanno ancora che c'è ad aspettarli la "prova di destrezza di salto nel pantano"

e qui occorreva un po' di abilità per superare di corsa il terreno fangoso...

ma la "prova" viene superata brillantemente


e in scioltezza da tutti





Alle case di Cornua la situazione non è migliore

come nei pressi della Cappelletta degli Alpini (620 m)



Molti atleti/e, nonostante fossero letteralmente zuppi/e, correvano comunque con il sorriso.


"E per quest'anno è andata così" stanno pensando la volontaria della Protezione Civile al passaggio degli ultimi concorrenti

ed i volontari che stanno per andare via e che lungo il percorso sono stati efficienti e pronti ad intervenire.

Siamo solo a pochi km di distanza dal mare, ma in certi momenti lo scenario si è presentato completamente diverso da quello che conosciamo e tutta la zona si è trasformata in un posto degno delle migliore bufere... sembrava di essere in mezzo ad una tormenta di ben altre altitudini.


Non è semplice fotografare mentre piove a dirotto e tira vento tenendo con una mano l'ombrello e il poncho impermeabile per impedire che la pioggia cada su lenti e macchina fotografica ma nonostante tutto è stata una mattinata che ha presentato un suo lato "avventuroso".
Se si potesse valutare gli atleti ... solo per il fatto di aver comunque partecipato con questo tempaccio ... meriterebbero tutti il primo posto.

Un grazie a tutti quelli che hanno "creato" questa giornata che anche con il particolare tempo avverso - ma forse proprio per questo - si è rivelata un po' diversa dalla "solita" bella escursione.
Dopo la nebbia e la pioggia non può che rispuntare il sole, che ci sarà sicuramente l'anno prossimo.
